I’ve been thinking…

photo by Victoria Hannan

At first it was just a tentative thought, a fantasy to indulge in whenever I felt bored and/or anxious. Lately, however, I’ve been seriously asking myself if I could really do it. That is, traveling for two months on my own (February and March), through Mexico, Guatemala and, possibly, Colombia. In other words taking a backpacking trip. I’ve never thought of myself as the type of person who would do something like that. I’ve always been a beach holiday or city trip “traveler”. It wouldn’t be a really hardcore backpacking trip though – no 10 beds hostel dorm rooms or 20h bus rides – because a) I’m really not that frugal and b) I’m a bit too old for that.

The more I think about this trip, the more I just can picture myself. Lying on the beach in Isla Mujeres, walking the colorful streets of Oaxaca and San Cristobal de las Casas, more lying on the beach in Puerto Escondido, exploring Cartagena, visiting Casa Azul in Mexico City. And of course, eating like there’s no tomorrow, hoping to avoid the infamous Montezuma’s Revenge, like my friends have kindly pointed out. I’ve never traveled for a long period of time and never been outside Europe or North America, so I’m aware this might not be the wisest idea. Also, the diligent, productive, responsible side of me can’t help but thinking I shouldn’t take two months off to just travel. How self indulgent of me, I should be working on building a proper career instead. But then again, why not? It would be just for two months. When exactly did I become so rigid?

I’m not sure what I’m going to do, but while my two divergent personalities try to come to a decision, I’ve been doing some preparations, should my most adventurous side prevail. I’ve just started a Spanish intensive course to learn at least the basics, enough to be able to have a (simple) conversation. I’m hoping my Spanish will improve fast because at the moment my vocabulary is limited to an assortment of swear words and slang phrases of dubious utility learned watching Narcos.


All’inizio era solo un pensiero vago, una specie di fantasticheria con cui occupare la mente nei momenti di noia e/o ansia. Ultimamente però, ho iniziato a chiedermi seriamente se  non possa essere davvero un’idea fattibile. Viaggiare per due mesi (febbraio e marzo) tra Messico, Guatemala e magari Colombia. In altre parole, fare un lungo viaggio zaino in spalla. Non mi sono mai considerata il tipo di persona avventurosa che con sprezzo della scomodità parte (da sola per giunta!) e fa un viaggio del genere. Mi sarebbe piaciuto certo, ma in teoria. Nella realtà sono sempre stata più un tipo da vacanze al mare e lunghi fine settimana nelle capitali europee. In realtà però, non si tratterebbe di un viaggio zaino in spalla di quelli estremi – camerate d’ostello da 10 letti e viaggi di 20h in autobus – perché a) non sono un tipo molto spartano e b) sono un po’ troppo vecchia per viaggi di quel genere.

Più ci penso e più riesco proprio a immaginarmi: io spaparanza sulla spiaggia a Isla Mujeres, io che passeggio per le stradine colorate di Oaxaca, San Cristobal de las Casas, Cartagena, io ancora sulla spiaggia a Puerto Escondido, io che visito Casa Azul a Città del Messico. E ovviamente, io che mangio come se non ci fosse un domani. Sperando di scansare la famigerata Maledizione di Montezuma che, come mi hanno gentilmente ricordato i miei amici, è sempre in agguato. Non ho mai viaggiato per un periodo di tempo così lungo e non sono mai stata fuori dall’Europa o dal Nord America, quindi mi rendo conto che la mia possa sembrare un’idea piuttosto azzardata. Oltre a questo, il mio lato diligente, produttivo e responsabile mi porta a pensare che non dovrei prendermi due mesi di pausa (di vacanza?) solo per viaggiare. E’ da persone immature, mi dovrei concentrare piuttosto sul lavoro e cercare di costruirmi una carriera come si deve. Però…alla fine si tratterebbe solo di due mesi, non di sei o nove mesi di viaggio come per tanti backpackers. Mi viene da pensare…ma quand’è che sono diventata così rigida?

Non ho ancora deciso cosa farò ma intanto, mentre le mie due personalità cercano di arrivare ad un accordo, ho iniziato a fare dei preparativi. Nel caso il mio lato più avventuroso riesca a spuntarla. Ho iniziato un corso intensivo di spagnolo per imparare almeno le basi, ed essere in grado, più o meno, di sostenere una conversazione. Spero di migliorare in fretta perché, al momento, il mio vocabolario di spagnolo si limita a un repertorio di parolacce e espressioni slang di dubbia utilità imparate guardando Narcos.